
Se stai leggendo questo articolo, lo stai facendo grazie a un incredibile insieme di istruzioni invisibili che lavorano freneticamente dietro le quinte del tuo smartphone o del tuo computer. Ma, stringi stringi, cos'è un software?
Lo definiamo come la "parte logica" di un computer, contrapposta all'hardware (la parte fisica, quella che puoi prendere a calci se il PC si blocca, per intenderci), ma è molto di più: è il traduttore che permette a noi umani di comunicare con un ammasso di silicio e plastica, trasformandolo in uno strumento capace di comporre musica, gestire banche o farti navigare sui social.
Senza di lui, il tuo ultimo MacBook o l'ultimo iPhone sarebbero solo aggeggi costosi dal design ricercato.
Indice
- Che cos'è il software in parole semplici?
- Una questione di gerarchie: software, programmi e App
- Un po' di storia: dagli 0 e 1 all'Intelligenza Artificiale
- Tipologie di software: esempi dal sistema operativo ai videogiochi
- Software online e versioni Portable
- Software libero vs software proprietario
- Bug e sicurezza: come usarlo senza rischi
Che cos'è il software in parole semplici?
Secondo Wikipedia, "il software, in informatica ed elettronica, indica (per un sistema informatico) l'insieme delle componenti intangibili di elaborazione". Dalla tecnologia che stringiamo tra le mani con i nostri prodotti hi-tech fino agli elettrodomestici che usiamo in cucina, le nostre vite sono governate da algoritmi. È come se ci fosse una forza silenziosa che dice a ogni apparecchio cosa fare, come reagire ai nostri input e quando attivarsi.
Il significato del termine è in realtà molto più intuitivo di quanto sembri. Questo neologismo nasce infatti dall'unione di due termini inglesi: "soft" (soffice/morbido) e "ware" (componente/utensile). In pratica, è la controparte "tenera" e flessibile del computer, quella che non puoi toccare con mano ma che puoi cambiare e aggiornare in un lampo. In parole povere, è la mente che comanda il corpo, ovvero l'hardware.
Curiosità: Per capire meglio il contrasto, pensa all'Hardware. Qui la radice è hard (duro). È tutta quella "ferraglia" fisica che, se ti cadesse su un piede, ti farebbe vedere le stelle. Il software invece è fatto di puro pensiero e logica: è intangibile, ma è ciò che fa girare davvero il mondo moderno, dalle comunicazioni globali alla finanza, fino ai tuoi videogiochi preferiti. Eppure, nonostante sia così onnipresente, spesso è talmente efficiente che quasi ci dimentichiamo della sua esistenza.
Una questione di gerarchie: Software, Programmi e App
Entriamo ora nel campo della terminologia. Spesso usiamo questi termini a caso durante una chiacchierata tra amici (o per sembrare esperti al lavoro), ma se vogliamo essere precisi, ecco le gerarchie:
- Questa macro-categoria include tutto ciò che non è fisico, comprendendo non solo le app, ma anche i dati, le librerie e la documentazione.
- Il programma, invece, è un'unità più specifica, un insieme di istruzioni scritte in un linguaggio di programmazione per compiere un lavoro. Se il software è la musica, il programma è lo spartito specifico per il pianoforte.
- Una Applicazione (o App) è un software progettato per farti interagire direttamente e risolvere un problema o svagarti.
Ogni applicazione è un software, ma non tutto il software è un'applicazione. Ad esempio, quello che gestisce i freni ABS della tua auto non è un'applicazione: non c'è un tasto "frena" su cui cliccare con un mouse, per fortuna!
Un po' di storia: dagli 0 e 1 all'Intelligenza Artificiale
Ma come siamo arrivati a parlare con le macchine? Negli anni '40, programmare significava scrivere in codice binario, una sequenza alienante di 1 e 0. Immagina di dover scrivere la lista della spesa usando solo "acceso" o "spento": probabilmente finiresti per comprare solo cipolle per errore.
Il 1958, però, è l'anno della svolta: nascono i linguaggi di alto livello, molto più facili da capire. È proprio in quell'anno che il matematico John Tukey conia la parola che oggi tutti usiamo. Come puoi immaginare questo cambiamento non fu una semplice evoluzione.
Abbandoare quella complicatissima sintassi primitiva per qualcosa di più simile alla nostra lingua ha reso la programmazione incredibilmente più efficiente, liberando nel tempo tutto il potenziale creativo degli sviluppatori e appassionati, grazie anche alla nascita dell'Intelligenza Artificiale.
Non scriviamo più solo istruzioni rigide: strumenti come ChatGPT o GitHub Copilot e Replit permettono ai programmi di "imparare" dai dati. Se prima dovevi spiegare al PC come riconoscere un gatto pixel per pixel, oggi una soluzione AI lo capisce da solo dopo aver visto qualche foto.
Tipologie di Software: esempi dal sistema operativo ai videogiochi
Per capire bene quante forme può assumere un software, dobbiamo guardare a cosa serve nella pratica. Non c'è solo Word o Photoshop; questo è un mondo vastissimo:
Sistemi operativi come Windows, macOS o Android gestiscono direttamente l'hardware: senza di loro, le altre app non saprebbero nemmeno come comunicare con il processore o come accendere lo schermo.
Applicativi: Sono i programmi che usi per il lavoro, per risolvere problemi specifici o per lo svago. Possono essere singoli o raggruppati in pacchetti (le famose suite, come Office). In pratica, sono gli strumenti che danno un senso all'uso del PC.
Vediamo qualche esempio pratico di applicativi che potresti incontrare (o usare già):
- Per la sicurezza informatica: Antivirus e Firewall (come Bitdefender, Kaspersky o Norton) che fanno da scudo contro i pirati informatici e tengono i tuoi dati al sicuro.
- Gestionali e per la contabilità: Programmi come SAP o gli italiani Danea Easyfatt e TeamSystem servono a gestire magazzini, fatture e scadenze fiscali senza impazzire tra montagne di fogli di carta.
- Sviluppo Web e grafica 3D: Strumenti come Visual Studio Code per scrivere il codice, o mostri sacri come Blender e Maya per creare i film d'animazione o gli effetti speciali che vedi al cinema.
- Creazione di videogiochi: Motori complessi (chiamati engine) come Unreal Engine o Unity, che permettono ai programmatori di costruire mondi virtuali interi, dalla fisica della gravità ai riflessi della luce.
Software online e versioni Portable: la libertà di non installare
Il modo di usare i programmi è cambiato. Una volta compravi il CD, oggi abbiamo il SaaS (Software as a Service). Usi il software direttamente online via browser (pensa a Canva per la grafica o Google Docs). È comodissimo perché non occupa spazio sul disco, anche se ti rende schiavo della connessione internet.
E per chi è sempre in movimento? Esistono i software portatili per la maggior parte gratuiti. Sono programmi che non hanno bisogno di installazione: li metti su una chiavetta USB, la attacchi a qualunque PC e il programma parte con tutte le tue impostazioni salvate, senza lasciare tracce sul computer ospite. Geniale, no?
Software libero vs software proprietario: a chi appartiene il codice?
Qui la faccenda si fa filosofica. Il modello proprietario (come Windows o Autocad) è una scatola chiusa: paghi per usarlo, ma il codice è un segreto industriale.
Non puoi sapere come funziona dentro e non puoi modificarlo. Il software libero (Open Source), invece, è come una ricetta della nonna condivisa con tutto il quartiere. Chiunque può leggere il codice, migliorarlo e ridistribuirlo.
Android, Virtual Studio Cod, Bitwarden, Wireshark, Gimp, Open Office, Chrome e Telegram (solo in parte) e tantissimi altri fanno parte di questa famiglia.
Sapevi che la maggior parte di Internet gira su Linux, che è Open Source? Questa collaborazione globale rende questi progetti spesso più sicuri, perché ci sono migliaia di occhi che controllano ogni riga di codice.
Freeware e Shareware
Oltre alla distinzione tra "chiuso" e "aperto", esiste un'altra classificazione che riguarda il modo in cui un software arriva nelle nostre mani.
Freeware: Viene distribuito gratuitamente. Puoi scaricarlo e usarlo senza pagare nulla, ma a differenza dell'Open Source, il codice rimane segreto e non puoi modificarlo.
Shareware: È una sorta di "prova prima dell'acquisto". Quello che ti viene offerto gratuitamente per un periodo limitato o con funzioni ridotte. Scaduto il termine, se vuoi continuare a usarlo devi acquistare la licenza. Ricordi il vecchio WinZip? Era il re degli shareware!
Bug e sicurezza: come usarlo senza rischi
Nessun codice è perfetto. Tutti contengono Bug (errori). Perché si chiama così? Nel 1947, Grace Hopper (una matematica pioniera dell'informatica che ebbe un ruolo primario nello sviluppo e nella progettazione del linguaggio di programmazione COBOL) trovò una vera falena incastrata in un relè del computer Mark II, causando un malfunzionamento. La rimosse e annotò sul registro: "Primo caso di bug trovato".
Da allora, ogni errore informatico è un insetto da scacciare.
Oggi un bug può essere un semplice fastidio o una pericolosa falla di sicurezza. Per usare le nostre applicazioni senza correre rischi, la regola d'oro è una sola: Aggiornare.
Gli aggiornamenti non servono solo a migliorare l'estetica o aggiungere qualche piccola funzionalità, ma a "tappare i buchi" che gli hacker usano per entrare.
A volte però ci scontriamo con il software legacy: sistemi vecchi che continuano a gestire banche o le prenotazione delle compagnie aeree perché nessuno osa toccarli. È come avere una villa bellissima con l'impianto elettrico del 1920: finché non salta tutto... Ma questa è un'altra storia.
Conclusione
Come abbiamo visto, il software non è solo un accessorio tecnico, ma la vera architettura di tutta la nostra realtà digitale. Dalla gestione della tua banca alla semplice app per ordinare la pizza, tutto passa attraverso sequenze di bit.
Parliamo di un ecosistema dinamico che si evolve, impara (grazie all'AI) e, come abbiamo analizzato, richiede attenzioni costanti attraverso gli aggiornamenti. Quindi, la prossima volta che il tuo dispositivo ti propone un update, non vederlo come un fastidio: si sta solo perfezionando per offrirti un'esperienza migliore e, soprattutto, sicura.
E tu cosa ne pensi? Ti è mai capitato di "combattere" con un bug o c'è un software di cui non potresti più fare a meno? Lascia un commento qui sotto
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