Usare IMEI per bloccare il telefono rubato o perso


Smartphone con grande lucchetto digitale blu sullo schermo, a simboleggiare il blocco IMEI su uno sfondo bianco

Il Codice IMEI (International Mobile Equipment Identity o, in italiano, Identità internazionale dei terminali mobili) è la "targa" del tuo cellulare, smartphone o tablet. Si tratta di una sequenza di 15 cifre che identifica in modo univoco ogni interfaccia di rete mobile (o modulo radio) in tutto il mondo e permette alle reti di riconoscere il dispositivo non appena prova a connettersi.


Le prime 8 cifre formano il Type Allocation Code (TAC) che specifica il produttore, il modello e l'approvazione normativa.
Dice subito alla rete che tipo di hardware ha davanti, così da attivare le funzioni giuste come il 5G o il VoLTE senza errori di compatibilità. Le successive 6 cifre formano il numero di serie univoco, mentre l'ultima è la cifra di controllo (check digit) che serve a validare l'intero codice.
Esempio IMEI: 861880012345678


Le differenze tra IMEI, TAC, ICCID e IMSI

Sì, si fa presto a fare confusione tra i vari codici, ma è bene sapere che hanno scopi diversi. Se come detto l'IMEI identifica l'hardware, l'ICCID (lungo 19 o 20 cifre nel caso di operatori virtuali) identifica solo la scheda SIM. Inizia con il numero 89 (internazionale) seguito dal 39 se il Paese è l'Italia, con le 2 o 3 cifre successive riferite all'operatore.


In pratica, l'ICCID (Integrated Circuit Card ID) impresso nella SIM identifica fisicamente e in maniera univoca. Serve alla rete per riconoscerla associandola al tuo abbonamento, ma anche per richiede la sostituzione se non funziona bene, per cambiare provider di telefonia mobile o per cambiare il formato da Nano-SIM a Micro-SIM, ma non dice nulla sul telefono che stai usando.
Esempio ICCID: 8939011234567890123


Poi c'è il codice IMSI (International Mobile Subscriber Identity, utilizzato dalle reti mobili GSM, UMTS, LTE, 5G) memorizzato internamente che serve per l'autenticazione da parte dell'operatore telefonico.
Provando a semplificare, diciamo che il primo è usato per la portabilità, il secondo è il codice logico che permette all'operatore di associarti un numero di telefono e i relativi servizi (voce e dati) quando il dispositivo si aggancia alla cella.


Se perdi o ti rubano il telefono cellulare, bloccare solo l'ICCID (ovvero la SIM) non basta: devi agire sull'IMEI per "fermare" il dispositivo.


Come recuperare l'IMEI se non hai il telefono con te

Se hai perso il telefono e quindi non puoi digitare *#06# per vederlo a video, devi guardare altrove.
Il posto più sicuro è la scatola originale o su un'etichetta, dove l'identificativo è sempre stampato.


Il tuo fidato telefono è ancora lì con te? In questo caso, puoi trovarlo al suo interno nel vano batteria (per i modelli con batteria rimovibile), sul carrellino della SIM o più semplicemente nel menu delle Impostazioni > Info sul telefono > Stato. Qui lo trovi tra le altre informazioni.
Su iOS: Impostazioni > Generale > Info.


Oppure, usa il tuo account online:
Su Android entra nel pannello Find Hub di Google (o su Trova il tuo telefono) e clicca l'icona dell'ingranaggio ⚙️.
Per altre info: Trova, proteggi o resetta un dispositivo Android smarrito.

Interfaccia di Google Find Hub che mostra il codice IMEI e la posizione di un dispositivo Android associato all'account

Se hai un iPhone trovi la lista dei tuoi oggetti con i relativi codici nel sito Apple Account alla voce dispositivi.


Come bloccare il telefono in caso di furto o smarrimento

Se devi usare IMEI per bloccare il telefono rubato o perso, rendendo lo smartphone un pezzo di plastica inutile, ecco cosa fare subito:

  • Denuncia alle autorità: Vai dai Carabinieri o in Polizia. Se dai l'IMEI alle autorità potranno provare a localizzare il terminale rubato ed eventualmente procedere al fermo della persona.
  • Contatta il tuo provider: Chiama il servizio clienti del tuo operatore chiedendogli di bloccare la SIM e compila il modulo di blocco IMEI che trovi sul loro sito ufficiale. Tim, Iliad, Vodafone, Fastweb, Wind Tre, ho., Kena mobile, Very mobile. Se nel frattempo riesci a recuperare il dispositivo, potrai sbloccarlo sempre attraverso il tuo provider.
  • Inserimento in blacklist: Il tuo gestore inserisce il codice nel database CEIR, una sorta di "lista nera" condivisa. In questo modo il modem non può più agganciare le antenne in Italia e, grazie alla GSMA, il blocco si estende anche all'estero.

Dopo un po' di tempo potrai controllare se il tuo smartphone (o se devi comprarne uno di seconda mano) è "pulito" o se è appunto finito in una lista nera. Esistono diversi servizi web che interrogano i database internazionali gestiti dalla GSMA.


IMEI.info e IMEICheck.com sono forse i servizi più famosi a livello globale. Inserendo il codice di 15 cifre, ti restituiscono non solo lo stato della blacklist, ma anche tutte le specifiche tecniche del telefono (modello esatto, anno di uscita, memoria). Ti dicono chiaramente se il dispositivo risulta rubato o smarrito nei database mondiali.


Leggi anche:
Perché il telefono Android non consente di fare chiamate o di rispondere?
Come condividere la connessione mobile tramite hotspot o tethering
Come tradurre una foto usando la fotocamera del telefono (Android)
Memoria piena su Android? Liberiamo giga senza stress
eSIM per l'estero: cos'è e come funziona Saily
Smartphone per anziani sotto i 150 euro
Malware Android: come le app "Cleaner" ti svuotano il conto

Nessun commento: